Tulad Bax

Tutto l'universo è un tempio

Accenni di me

Amo la mia famiglia, la Natura, il mio Paese.& Non odio nessuno. Preferirei non incontrare la falsità, l'adulazione, i finti profeti.



LASCIA SEMPRE UN COMMENTO
LA MIA AUTOSTIMA RINGRAZIA!


Biblioteca
La coccinella

Romanzo:
MAYOBA
'Coccinella'


Poesie:
Madrepore
1 Volume

the city of Tulad

L'ASSOCIACIONE CULTURALE
"IL PUNTO"
LO STAFF DELLA CITY CON LE VARIE SEZIONI E TAGS
VI GUIDERANNO IN UN MONDO STRAORDINARIO
QUANTI VORRANNO PARTECIPARE POSSONO ISCRIVERSI GRATUITAMENTE ED AVERE LE NEWS SETTIMANALI VIA MAIL.
SEGUIRE LE PAGINE DI QUESTO BLOG
DIVENTERA' REALMENTE UN MOTIVO DI SCAMBIO CULTURALE LETTERARIO, ARTISTICO A TUTTI GLI EFFETTI.
nON SCORDATE DI USARE LA TAG PER OGNI ARGOMENTO CHE VORRETE TRATTARE E DI SEGUIRE LO STILE DELL'IMPAGINAZIONE
LA MIA PARTECIPAZIONE
E QUELLA DI PRESTIGIOSI RELATORI, ARRICCHIRANNO LE PERSONALI CONOSCENZE DI OGNUNO DI NOI.
PER MAGGIORI INFORMAZIONI SI PREGA DI USARE I PVT E LA REDAZIONE DI: ETEREAEDINAMICA
RINGRAZIO TUTTI GLI AMICI.
TULAD BAX
Adesso godetevi
questo spazio nella Città Vecchia
-Shamain-
per la sezione Dark.
Narrativa
Sogni
Poesia
Vissuto Reale
Vita Irreale
Per poter partecipare
lasciate la vostra richiesta in redazione
Questa è una città di porto
ha i suoi abitanti con ospiti sempre graditi
Il faro
Il centro della city
La magica atmosfera
di angoli fantastici
possono affascinarci
farci sognare e divertire. Buona Lettura
La Città Vecchia
etereaedinamica redazione
Parolandoinsieme
laboratorio di scrittura
al faro
Tavolozza
Galleria
del pittore

Storia

Marco Del Nista, nato nel 1950,
ha maturato attraverso l'esperienza
e la particolare sensibilità del carattere,
una carica artistica nata
nella sua Livorno e sviluppata in Sardegna,
dove vive e lavora da più di 36 anni.
Attraverso tele e colori
ha creato un suo stile personale.
La sua espressione
è colma di pathos e richiama
i temi cari ai macchiaioli toscani
di fine Ottocento, intrisi di fresco realismo quotidiano.
La sua prima mostra
a diciotto anni è nel 1968
a Massa Carrara.
Numerose mostre collettive
a Livorno nel ’70, nel ’71
ad Oristano, nel ’75 a Nuoro.
Nella città di Torino e
a Grugliasco nel ’79;
apre la galleria ad Oristano
nel 1980 fino all’anno ‘82.
In Australia nel 1982
ha esposto presso gallerie
nel centro di Sidney.
A San Paolo in Brasile,
nel 1988 frequenta galleristi,
ed espone i suoi lavori con successo.
Negli ultimi venti anni
ha tenuto varie esposizioni
in Belgio e numerose personali in Sardegna.

Le Mie Letture

L'INCANTESIMO DI FRIDA K.scritto da: KATE BRAVERMAN Viaggio Nell'India Magica di Tahir Shah/ e la Verità vi renderà Liberi di David Icke/ Il profumo di Patrick Suskind/ La Divina Commedia di Dante Alighieri

Film Preferiti

Il miglio verde/ L'ultimo samurai/ Vi presento Joe Black/ L'ultimo dei mohicani/

Desideri

Desideri da esaudire: saper accettare i miei limiti. Giocare, vivere, amare i miei nipoti
...
...

Desideri esauditi: avere accanto i miei figli>

Disclaimer



*Tutti i testi presenti sono tutelati dalle norme sul diritto d'autore. Gli autori autorizzano solo la diffusione gratuita delle opere presso www.tuladbax.splinder.com - Ciascun autore pertanto mantiene il diritto esclusivo di utilizzazione economica dell'opera in ogni forma e modo, originale o derivato. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

*D-eci ****

Reparti

4 mani racconto
aforisma
alfabetando- tautogramma
altri tempi
amore
angeli
anima
arte da internet
bambini
cani
canzone
catene del tempo
colori
diamante
domus
donne
egittologia
eros
eroticocibo
etereaedinamica
eternità
fine
la mia arte
ladri
maschere
mondo difficile
musica
omertà
parole
passione
pietre
pittura
poema
poesia
preghiera
prosa
racconto
responsabilità
sakti
saudade
sociale
sogni
stagioni
streghe
tanka
tautogrammi
uomini
vento

Canto delle Dee

Visitatori

Siete passati in *loading*
Sarebbe cosa gradita lasciare un vostro commento,

grazie.

Parole al Vento


In questa rete non son soltanto i fili che contano ma anche l'aria che sfugge tra le maglie / Pablo Neruda

Da Leggere





Attimi de laMenteEilCuore
Dreams Graphic Design's
etereaedinamica
Fabrizio De André
Franco Battiato
Il mio amore in Musica di :www.robertosantucci.com
La Finestra sul Cortile
La Torre di Babele
Labparolandoinsieme
Lacittàvecchia
Oasi Di Tenerezza
Psicoanalisi
SAUL
Universo Femminile
URLwww.myspace.com/mariobiondi
www.odilialiuzzi.com
www.Targa- Florio




Noi

Persi noi,
nel deserto
delle intenzioni
da non calcolate maree
di focosi amplessi
in genuflesse ombre,
a cuori impietrati
da cui fuggirono
giurate promesse
e amorose finezze…
Mi mancano
i tuoi sguardi di seta,
e baci insaporiti
di profumati manghi.
Vagheggio
tra mani garbate
e labbra vogliose.
Ambrosia
dell’ultimo cielo
confusa
in aridi pensieri
chiudo in supplichevoli
conchiglie marine,
serbato sdegno
e bolle di sapone.




Tulad

Ere che trascorrono


Ultimi Commenti

Ulysses54 in Ciliegio
pippopi70 in Ciliegio
Ulysses54 in Ciliegio
lupoanziano in Ciliegio
Bhaky in Ciliegio
Bhaky in Ciliegio
SaR in Il campo di cinabro
Bhaky in Glicine
Bhaky in Confini
Bhaky in Confini

Cronologia

Il tempo è tutto
L'uomo non è nulla
Al massimo, è la carcassa del tempo

Marx

oggi
agosto 2008
luglio 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007

Frammenti di Passato, Presente, Futuro

"Giù le mani dai bambini"



La Mente e il Cuore
Rosso Venexiano Salotto di Poesia Letteratura Pittura Fotografia
Frammenti di Rosso Venexiano Opere Scelte tra gli Autori di Rosso Venexiano

animalibera




Aiutiamo Isabella
Ass.Culturale Il Faro

©Ringraziamenti©

***></iframe> ***




Grafica e Codice di †<iframe></a href=

made by danablu


†

mercoledì, 02 aprile 2008

immegine presa dalla rete
Culla
 
Uscivano parole riflessive
dalla mente pesate
e sembravano accuse
già attorniate un tempo
a culla rosa.
Compiangevi te
degli anni persi
ma abisso tra noi
portava da lontano,
flebile voce.
Lamentavi d’aver perso occasioni.
Tu, seduto
Io, piombata
da crudele sentenza
col bordo oscuro d’ictus
balenante verità
sottratta a reale
vita da sfregiata
disincrasia
si pente.
Perdono
Silente
In loculo
Che saturo
Humus effigia
Egotismo.
Psiche 
tulad
 
 
                              
12/03/2008
Buon compleanno babbo.
La ricerca si propone di approfondire gli elementi che fanno del perdono e del pentimento due parole decisive all’idea dell’esistenza come esercizio critico della verità. Rispetto alla chiusura in cui ogni cultura si rifugia, il perdono designa la figura di un’apertura radicale, di una precedenza dell’altro sul sé, di una speranza. È a nome dell’altro che il perdono può essere detto. Ma è sempre a nome dell’altro che può essere detto anche l’imperdonabile. Il perdono appartiene all’ordine dell’imprescrittibile, di ciò la cui necessità non si lascia dire nell’apoditticità di una legge morale universale. Intempestivo e inattuale, il perdono ha insieme un’origine teologica precisa.Con la morte di Cristo in croce tutto è perdonato, agli uomini sono rimessi, per sempre, i loro peccati. Il tempo è compiuto. Tuttavia è proprio nella compiuta realizzazione di questo avvento che si apre la contraddizione che dona tempo al tempo della storia, così come dona tempo al tempo della singola esistenza. Ogni attimo, nella dimensione kairologica di tale realizzazione, non può che risuonare come l’ultimo, ma essendo ogni volta l’ultimo esso rimane iscritto imprescindibilmente anche nel penultimo. È nella contemporanea disincrasia e appartenenza di ultimo e penultimo che il singolo trova di conseguenza lo spazio della propria libertà e in essa la consapevolezza di dover sempre decidere in nome di quella verità ritenuta, per essere tale, come ultima. È il gesto di gratuità, di un “per nulla”, che interviene a modificare le relazioni esistenti. In questa gratuità si mostra una sovrabbondanza rispetto al dettato di una legge, una sovrabbondanza nella quale si inscrive il gesto del perdono, al di là di ogni calcolo, al di là di ogni giudizio: anche se il colpevole è tale, e se cioè ha fatto qualcosa senza diritto, c’è qualcosa che lo attende e che è migliore di ciò che egli ha fatto. Qui il perdono appare come indissociabile dalla richiesta di giustizia. Ma di una giustizia che, se ha corso, non ha corso che mediante una forma di sostituzione. Ma ancora: qual è la temporalità esistenziale propria del perdono e del pentimento? Se il perdono si lega al tempo, è però una caricatura del perdono pensare che esso dipenda dal fatto che col tempo tutto s’aggiusta. Questa usura del tempo non è che una deformazione. Il gesto di colui che perdona sembra essere costitutivamente doppio (e dunque ambiguo): il perdono deve dimenticare senza dimenticare. Dove “si fonda” la possibilità di un gesto di questo tipo? Anche perché il perdono deve sempre ricordare di aver perdonato, e colui a cui qualcosa è stato perdonato deve mantenere vivo il ricordo di questo “dono”. Dunque oblio, ma insieme memoria, e in entrambi i casi una memoria e un oblio differenti da quelli “normali”. Come fare il gioco di questa differenza? Dove si fonda? Oblio che non è la pura e semplice dimenticanza, memoria che non è più il solo racconto del passato, come garanzia di un’identità, ma la memoria di una promessa, memoria dell’altrimenti che l’oblio del perdono instaura rispetto all’economia della colpa e della pena. La ricerca si articolerà sui seguenti autori: a) KierkegaardDi Kierkegaard sono stati studiati soprattutto gli scritti “pseudonimi”, nei quali la “dialettica” dell’esistenza viene volutamente legata a certi presupposti che la limitano nelle sue potenzialità. È invece nei cosiddetti scritti “edificanti” che l’esistenza, in quanto posta “davanti a Dio”, ossia in modo radicalmente critico nei confronti di ogni presupposizione, riesce ad esprimersi in tutte le sue potenzialità. La “verità per me”, alla quale Kierkegaard si dedicò nella prima giovinezza, diviene negli scritti della maturità un incentivo costante alla denuncia dei limiti di ogni verità che prescinde dall’esistenza. Particolare attenzione meritano in questo senso le sue considerazioni sulla “remissione dei peccati” quale paradigma di liberazione dell’errore, e sul pentimento come dimensione che apre ad un rinnovamento più profondo e più vero di quanto consentito dall’etica classica e moderna. b) BenjaminIl contributo di Benjamin risulta decisivo nel senso che il perdono interviene al presente su un passato che non è mai concluso (questa “fine” del passato è l’illusione di dominarne il senso tipica dello storicismo), ma che il perdono cerca di modificare. In questo senso, il perdono non è un gesto di pura e semplice cancellazione, ma di ricordo, che rompe con la legge del silenzio, una parola che fa memoria, per rimettere in gioco il passato e la sua presunta conclusività. Si tratta di un gesto che riveli, nascosta nel passato, la possibilità di un presente e di un futuro perduti che erano la sua promessa. È nella narrazione che si accede al linguaggio per una possibile formulazione del torto e del perdono. Certo, anche qui resta dell’imperdonabile: sul margine del testo o della parola che cerca di fare e disfare costantemente il senso irreparabile di ciò che accade.FILOSOFIA MORALE- Progetto:Umberto Regina
 

Firmato Bhaky
Alle ore 15:26
Lascia dei commenti !
In: fine



domenica, 30 dicembre 2007

281259595_2d6e225533 
 Mors
 
Sotto il mantello scuro
decido di solcare
di quest’uomo, il muro.
Posso scordar suo nome,
altri, di lui ricordan
pregi, difetti e somme.
Denari accumulati,
masticati con rabbia
e, atti di fede svalutati.
Tra lumi e fiori…
orgoglio infredda medaglie
di colori e latta
dentro il petto e fuori
ma, cielo nero scende
in carne, ormai disfatta.
                                                      
Tulad
 
 
 
 

Firmato Bhaky
Alle ore 22:52
Lascia dei commenti (2) !
In: fine, catene del tempo